Ormai avevo schivato gia` tre inviti dei colleghi per vedere le precedenti partite (adducendo varie motivazioni implausibili... l'ultima volta ho preferito di gran lunga guardare C.S.I.), e questi iniziavano a pensare che li evitassi apposta. Il che e` anche vero... Quindi, anche perche` non vorrei che cominciassero a mobbizzarmi per la mia asocialita`, ho deciso che almeno per la semifinale potevo fare lo sforzo di unirmi al tifo plebeo. La visione della partita si svolgeva in una caldissima soffocante casa, e nei primi105 minuti di gioco, mentre bevevo birra e sudavo, ho avuto modo di osservare con l’occhio della sociologa dilettante i personaggi presenti all'evento:
- Colleghi che in ufficio sono la tranquillita` fatta persona, ma davanti alla partita della nazionale si trasformano in blasfemi bestemmiatori e potenziali assassini;
- Ragazzi normalmente pudichi e riservati che, al goal di Grosso, si sono fiondati sul balcone denudandosi e saltando come ossessi in mutande
- La collega che per ragioni di anonimato chiameremo Manazza (perche` ha delle mani a badile che neanche un minatore rumeno), che sopporto sempre meno perche` e` stronza*.
- Un’amica di Manazza, una pazza esagitata che avrei preso a schiaffoni gia` dopo 5 minuti, e che tutti mi avevano descritto come una simpatica forza della natura. Ora che l’ho conosciuta posso diagnosticare dei seri disturbi comportamentali con deficit di attenzione e iperattivita`.
- Il moroso di Manazza che e` uguale a quel tipo che a Mai Dire Gol che diceva "ma che avra` voluto dire?"
- La padrona di casa che non guardava la partita per mandare gli sms al moroso.
-La coinquilina rumena della padrona di casa che ha un'eta` indefinibile tra i 26 e i 52 anni: quando sono entrata e ho rovesciato le patatine e` corsa a prendere scopa e paletta e stavo per dire "ah, avete la colf?". Ma mi sono fermata in tempo.
Cio` che piu` mi ha impressionato e` lo pseudopatriottismo che viene suscitato dall’inno nazionale. Perche` tutti si incazzano se qualche calciatore non canta l’inno? Be’, allora? magari e` stonato. Magari ha la fiatella pesante, magari e` cosi` emozionato che non si ricorda le parole, o e` timido. Io non ci vedo niente di ignobile nella cosa. Piuttosto sono loro, i tifosi che si dovrebbero vedere quando saltellano mezzi ignudi cantando frate`-li- dita`-lia,-lita`- lia-sede`-sta come se fosse un coro da stadio, che ne travisano il senso. Forse non hanno capito che “inno nazionale” non significa inno DELLA nazionale. Mah.
Comunque anche alla mia voglia di mischiarmi con la massa c'e` un limite: quando e` giunto il fatidico momento di andare a fare i tamarri in piazza a suonare il clacson non ce l’ho fatta, mi sono dileguata come il mago Copperfield.
*considerazione sociologica di alto livello.



