Che simpatico weekend.
Sabato Brigget ha accompagnato MarcDarsi al torneo annuale che si gioca con la squadra di calcetto del lunedi`. La partita si sarebbe svolta in una ridente localita` balneare croata, per cui Brigget, a cui comunque del calcio non gliene puo` frega’ de meno, si era premunita di brandina, asciugamano creme solari e costumino da abbronzatura semi-integrale per l’occasione. Purtroppo il ritrovo con gli altri giocatori era alle 7.15 e quindi ci siamo dovuti puntare la sveglia all’inimmaginabile orario delle 6.30 antimeridiane per raggiungere la localita` predestinata, ma Brigget gia` pregustando il crogiolamento e la pace dei sensi ha sopportato stoicamente. Arrivati in piazza, scopro non solo di essere l’unica donna, ma che l’eta` media del resto della squadra era di anni 56,743 periodico. Non mi sono posta domande sul perche` MarcDarsi se la faccia con codesti individui.. comunque gia` immaginavo una solenne rottura di maroni. Va be’, pensavo, mi sono portata il libro… e il sole e il mare mi aspettano… solo in quel momento i miei neuroni sono usciti dalla fase R.E.M. e hanno realizzato che c’erano 10 gradi e dei nuvoloni da paura. E io ero in gonna di lino e magliettina col costume sotto.
L’incrastimento e` diventato vera e propria incazzatura quando, arrivati a destinazione, scopro che non solo non c’e` un raggio di sole, ma non c’e` traccia ne` di una spiaggia ne` di mare nel raggio visibile di due chilometri. Solamente campi di pallone, palloni, giocatori di pallone, fidanzate e FIGLI di giocatori di pallone. E un freddo porco.
MarcDarsi approfitta del fatto che per la prima volta in due anni io sia presente ad una sua partita per rifilarmi la macchina fotografica e dirmi di scattargli delle foto. La prima gliel’ho fatta mentre prendeva il primo gol… ahahah. La squadra ha fatto veramente cacare, ma ho potuto imparare almeno 10 nuovi tipi di bestemmie e, molto utile, 5 modi alternativi di soffiarsi il naso quando non hai con te un fazzoletto.
Niente sole, niente mare, e MarcDarsi voleva che stessi a guardarlo mentre giocava (poi non ditemi che gli uomini non cercano di vivere la relazione in modo edipico), per cui niente libro. E purtroppo il torneo non era ad eliminazione diretta quindi, pur avendo perso per mille a zero la prima partita, ce ne sarebbero state altre due durante tutta la giornata. E` stato quando ho realizzato che la tortura sarebbe durata tutto il giorno, che la mia mente ha iniziato ad uscire dal mio corpo e ad aspettare che tutto finisse. Non sentivo nemmeno piu` le urla e gli strombazzamenti delle due bambine slovacche che con loro somma goduria, avevano scoperto l'esistenza delle
raganelle e le usavano impunemente mentre le loro matri si sfondavano di birra nel prato.
Il povero MarcDarsi ogni tanto veniva a farmi compagnia ma ormai ero in stato catatonico, anche a causa del rumore delle raganelle ininterrotto che ormai mi aveva provocato un esaurimento nervoso: cominciavo a perdere i capelli e a parlare con le formiche del prato.
Grazie a dio ad un certo punto il sabato e` finito.. domenica mattina sono dovuta andare a LAVORARE >:-( ma nel pomeriggio, finalmente un po’ di sole! Io e MarcDarsi ci siamo fiondati in spiaggia ed ha cominciato a sollevarsi quello che il TG serale ha definito “vento di brezza”: sticazzi! Avevo paura di volare via insieme alla brandina! Faceva un freddo devastante nonostante fossimo in pieno sole, e cosi` ho passato due ore a bestemmiare avvolta nell’asciugamano mentre MarcDarsi dormiva bello pacifico, non so come.. e non potevo leggere il mio agognato libro perche` mi veniva un nervoso incredibile con le pagine che si giravano da sole e i capelli che mi svolazzavano davanti alla faccia! risultato: abbronzatura zero e pagine lette zero, di nuovo! poi finalmente MarcDarsi e` riemerso dal coma perche` aveva anche lui un LEGGERO freddino e abbiamo deciso di andare a lavare l’auto visto che c'era il clima ideale. Ovviamente il vento e` calato esattamente nel momento in cui abbiamo acceso l’aspirapolvere e siamo entrati nell’abitacolo bollente per pulire i sedili. Alla fine della giornata mi sono ritrovata sudata come un porco, spettinata, sporca e appiccicosa. E senza nemmeno aver ciulato.